Banca di Cavola e Sassuolo è una tipica Banca di Credito Cooperativo, concepita per soddisfare al meglio le esigenze finanziarie di Soci e clienti, creare valore economico, sociale e culturale a beneficio delle comunità locali.
Sorta per volontà della magnifica comunità di Cavola, ne porta con se i tratti distintivi: orgoglio, intraprendenza, determinazione.
Costituita a Cavola di Toano (Reggio Emilia) il 14 Dicembre 1982, è stata inaugurata il 24 Novembre 1984 ed in breve tempo si è distinta per il proprio orientamento sociale e per la scelta di voler partecipare alla costruzione del bene comune.
Banca di Cavola e Sassuolo è legata alla comunità locale e la esprime con un’alleanza durevole per lo sviluppo sia attraverso la propria attività creditizia sia mediante la destinazione annuale di una parte degli utili della gestione, promuove il benessere delle comunità locali e lo sviluppo sostenibile del territorio.
Il forte radicamento le ha permesso di sviluppare un’elevata sensibilità verso le problematiche sociali e ambientali e un’elevata tempestività nel formulare proposte adeguate alle necessità della clientela.
Lo stile del servizio, la buona conoscenza del territorio, l’eccellenza nella relazione con soci e clienti, la cura della professionalità, costituiscono lo stimolo costante per chi amministra l’ azienda e per chi vi presta la propria attività professionale.
Banca di Cavola e Sassuolo è giovane ma radicata al territorio, rispettosa delle tradizioni ma innovativa nelle strategie. Il giusto mix che coniuga una visione moderna con responsabilità sociale e alimenta la forte espansione della nostra Banca.
IL VALORE PER NOI: Un obiettivo a tre dimensioni
Obiettivo di un’impresa è creare valore. Ma la domanda cui oggi le aziende più sensibili sentono di dover rispondere è: qual è il significato profondo del termine “valore”? C’è un valore economico, sulla cui misura esiste una certa convergenza, ma esso è solo una parte del valore che un’impresa può-deve creare. Il valore non è infatti una semplice questione di crescita della ricchezza. Per le banche, non è una semplice questione di utile e di ROE, di ritorno sul capitale. C’è infatti anche un valore sociale ed un valore ambientale che concorrono a definire la vitalità e la produttività di un’impresa, il suo essere un soggetto “responsabile” all’interno di una comunità, concretamente orientato a favorire la propria crescita ed, insieme, la crescita del contesto in cui opera, secondo una logica di sviluppo sostenibile: sostenibile perché fondato sulla coesione, sulla partecipazione, sull’utilizzo lungimirante delle risorse e perciò durevole.
Questa è infatti la coscienza nuova che le imprese più attente, e tra queste le banche che sembrano essere particolarmente sensibili ed impegnate sulle tematiche della responsabilità sociale, stanno maturando: non può esistere un valore economico che prescinda da un valore socio-ambientale. E non si può creare il primo a scapito del secondo.
Questo percorso, che ha richiesto ad altri soggetti ingenti investimenti culturali, è scritto invece nel Dna delle Banche di Credito Cooperativo, e dunque della nostra banca, in ragione della loro identità di imprese cooperative (fondate sulla logica della partecipazione), di imprese mutualistiche (che non hanno come obiettivo il profitto per l’azionista, ma l’offerta di vantaggi, materiali e immateriali, ai Soci), di imprese radicate in un territorio e coinvolte nello sviluppo della comunità locale. Di imprese, insomma, che possono crescere soltanto facendo crescere gli altri. E che sentono di avere non soltanto la responsabilità di essere competitive sul mercato, ma anche la responsabilità sociale di promuovere uno sviluppo globale – economico, ma anche civile – a vantaggio del proprio territorio.
Abbiamo cercato di far questo, nella nostra storia, perché ci sentiamo parte di un tessuto, che – ancor prima di essere un tessuto economico – è un tessuto di relazioni, fondate sulla reciproca fiducia.
Il Presidente
Un po' di Storia
Nella seconda metà dell’Ottocento si cercarono risposte nuove a problemi diffusi delle popolazioni rurali e del proletariato urbano, quali la povertà, l’usura, e lo sfruttamento, resi più acuti dal latifondismo e dal tumultuoso sviluppo industriale. La solidarietà tra le persone e la volontà di riscatto si combinarono con elementi ideali e presero la forma della cooperazione di credito. Nacquero così in alcuni paesi della Germania piccole banche, le Raiffeisen dal fondatore della cooperazione di credito, il tedesco Friedrich Wilhelm Raiffeisen, il cui modello ben presto venne esportato in Italia e nel resto d’Europa. Un ’autorevole investitura venne dall’enciclica Rerum Novarum, emanata nel 1891 da Papa Leone XIII, che tracciò le linee essenziali della dottrina sociale della Chiesa. Ancora oggi le Casse Reiffeisen sono presenti in Germania , Austria e Svizzera. In alcune aree geografiche italiane precisamente in Alto Adige, hanno mantenuto la denominazione Cassa Raiffeisen, in virtù del bilinguismo e in onore del padre fondatore. Ne l resto del paese hanno assunto il nome di Banca di Credito Cooperativo in seguito alla riforma del credito del 1993. Prima di allora le denominazioni in uso erano Cassa Rurale o Cassa Rurarle ed Artigiana a sottolineare le origini e lo stretto legame col mondo agricolo ed artigiano. In Trentino hanno mantenuto il nome Cassa Rurale.
Dalla loro origine, cioè da oltre 120 anni, l’azione delle Banche di Credito Cooperativo, ha una forte impronta morale. L’orientamento etico è quindi da sempre la premessa sulla quale si basa l ‘operatività della BCC. Essa si traduce in un costante sostegno finanziario al terzo settore, all’economia solidale, alla cooperazione internazionale ed alla tutela dell’ambiente. Inoltre, l’impostazione etica delle BCC si manifesta attraverso l’impegno civile, in particolare contro l’usura e l’emarginazione sociale.
Le piccole banche locali senza scopo di lucro, hanno a cuore l’identità e la cultura del territorio e possono restituire alla finanza il fine del servizio alla società.
La Repubblica riconosce la funzione sociale del Credito Cooperativo a caratteri di mutualità senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
L'assetto istituzionale e organizzativo
Il Credito Cooperativo è un sistema “a rete”. In particolare, esso è:
Una rete di valori
Una rete di strategia
Una rete di cultura
Una rete di comunicazione
Una rete operativa
una rete internazionale (il Credito Cooperativo in Europa conta 47 milioni di soci, serve 140 milioni di clienti con oltre 60 mila sportelli e detiene una quota di mercato in media del 20%, e molto superiore in alcuni Paesi).
Attraverso questa rete, il localismo delle Banche di Credito Cooperativo trova una sintesi più alta e in grado di competere a tutti i livelli.
Banca di Cavola e Sassuolo Credito Cooperativo Societ Cooperativa
Sede Legale Via Verdi 1 42010 Cavola di Toano (RE) Codice Abi 08623.1 - Swift: ICRAITMMHB0 - Iscritta allalbo delle Banche tenuto dalla Banca dItalia al n. 4939
Aderente al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo
Aderente al Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo Codice Fiscale - Partita IVA 01026240356 - Ufficio del registro delle imprese di Reggio Emilia - (REA) 162719
Iscritta allalbo delle cooperative a mutualit prevalente al nr. A143536 - Capitale Sociale e Riserve al 31/12/2009 € 33.552.893,36